La mano tesa di Dio verso ciascuno di noi

Una storia per meditare e vivere il Venerdì Santo come il giorno in cui Dio non ha avuto paura di “toccare il (nostro) fondo” per rigenerarci ad una vita nuova.

C’è un uomo che tiene appeso in salotto, nel posto d’onore, uno strano oggetto. Quando qualcuno gli chiede il perché di quella stranezza racconta:

Cristo de la mano tendida, Furelos (Spagna)

Il nonno, una volta mi accompagnò al parco. Era un gelido pomeriggio d’inverno. Il nonno mi seguiva e sorrideva, ma sentiva un peso. Il suo cuore era malato, già molto malandato. Volli andare verso lo stagno. Era tutto ghiacciato, compatto! “Dovrebbe essere magnifico poter pattinare”, urlai, “vorrei provare a rotolarmi e scivolare sul ghiaccio almeno una volta!”. Il nonno era preoccupato. Nel momento in cui scesi sul ghiaccio, il nonno disse: “Stai attento…”.

Troppo tardi.

Il ghiaccio non teneva e urlando caddi dentro.

Tremando, il nonno spezzò un ramo e lo allungò verso di me. Mi attaccai e lui tirò con tutte le sue forze fino ad estrarmi dal crepaccio di ghiaccio. Piangevo e tremavo. Mi fecero bene un bagno caldo e il letto, ma per il nonno questo avvenimento fu troppo faticoso, troppo emozionante. Un violento attacco cardiaco lo portò via nella notte. Il nostro dolore fu enorme. 

Nei giorni seguenti, quando mi ristabilii completamente, corsi allo stagno e ricuperai il pezzo di legno. 

È con quel legno che aveva salvato la mia vita e perso la sua!

Ora, fin tanto che vivrò, starà appeso su quella parete come segno del suo amore per me!

Per questo motivo noi cristiani, oggi, ci inginocchiamo dinanzi a quel legno, cui si è appeso l’Amore-Gesù; per questo teniamo nelle nostre case un “pezzo di legno” a forma di croce…

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